La nostra storia

La nostra storia

La storia  (direttamente dai fondatori)


 Casa Famiglia betania di Maria è il risultato del nostro sogno ( Luca e Stefania) , genitori di tre figlie,  infermieri. Durante il loro nostro cammino professionale e religioso abbiamo  sentito la forte esigenza di fare qualcosa per i tanti bambini che si trovavano in condizione di disagio,sofferenza e di abbandono.  Cercavamo una  risposta per eliminare la dura e difficile condizione di queste povere anime. Volevano aiutare questi bambini sfortunati nelle loro disagevoli situazioni ! Ci sarebbe piaciuto passare del tempo con loro, parlare con loro per capire meglio il loro mondo, i loro desideri e i loro sogni.Bambini che hanno affrontato  ogni tipo di abuso fisico e sessuale da parte di elementi antisociali ma sapevamo che in realtà non avevano perso la loro infanzia in mezzo alle loro faticose situazioni e volevamo aiutarli a riscoprirla. Cercavamo una risposta a queste difficili domande, una soluzione duratura per i loro problemi, volevamo contribuire, almeno in piccola parte, a mitigare i loro problemi.

La portata del problema è grande, in questa società dove emerge la disintegrazione del sistema familiare, il segmento di questi bambini è in costante crescita e aumenta di numero.
La nostra visione era quella di gestire una casa di accoglienza per questi bambini sfortunati, dove  potessero ritrovare la loro libertà perduta e crescere fino a diventare adulti sani ma, non sapevamo ancora come realizzarla.


Dopo un pellegrinaggio a Medjugorje abbiamo capito che per cominciare era necessario fondare un’associazione che ci permettese di dare concretezza al nostro sogno.  Nasce quindi l’organizzazione di volontariato:” Casa Famiglia Betania di Maria”. Betania perchè è il luogo dove Gesù amava andare per riposarsi ed incontrare i Suoi amici così come anche noi volevamo che  la nostra realtà fosse un luogo dove poter riposarse il cuore e dove i bambini potessero sperimentare amore ed amicizia, Maria perchè ad essa abbiamo affidato tutto il nostro progetto.

Dopo alcune ricerche la provvidenza ci ha aiutato ad individuare un grosso immobile sito in Verolavecchia. Una vecchia casa da restaurare degli anni 60 ma che aveva tutti gli spazi necessari ad accogliere una famiglia numerosa come quella a cui pensavamo noi. Per adattarla alle nostre necessità sono stati fatti parecchi lavori di ristrutturazione e adattamento al fine di ottimizzarla per ospitare bambini in sicurezza e tranquillità.

Nell’aprile del 2010 il progetto prende corpo ed arrivarono le autorizzazioni al funzionamento cioè la Regione Lombardia ci ha autorizzato all’accoglienza di 6 minori. Cominciò così questa bella avventura che ancora ad oggi sussiste.

Siamo una famiglia molto numerosa che vive nelle quotidiane fatiche familiari, i nostri ragazzi frequentano le normali scuole, il catechismo e qualche attività sportiva. Quello che cerchiamo di dare loro fondamentalmente è una vita normale come quella di ragazzi fortunati he hanno un papà ed una mamma che li amano li rispettano.
 

La comunità provvede a tutte le esigenze dei minori facendo loro sperimentare il più possibile la dimensione di una vita regolare ed affettivamente importante senza ignorare la fatica e il dolore che comporta l’essere lontani dai propri genitori, ma anzi sostenendoli.

I bambini di “Betania di Maria” compiono una piena esperienza di vita familiare nella casa famiglia e durante la giornata vanno a scuola regolarmente e frequentano i luoghi e gli spazi di vita di tutti gli altri bambini.

Rimangono in casa famiglia fino a che non si rendono adeguate le condizioni per il rientro nella famiglia d’origine o, in altri casi, l’itinerario dei bambini può risolversi secondo altre modalità e prospettive definite dal Tribunale per i Minorenni con la collaborazione dei Servizi Sociali.

Inoltre, secondo le necessità e le possibilità, la casa famiglia prevede anche attività di accoglienza temporanea per ragazze madri o gestanti in difficoltà.La fonte di reddito per gestire la casa è rappresentata dai contributi che riceviamo ai comuni, dalle donazioni dei singoli donatori, dai donatori istituzionali e non. Riceviamo anche beneficenza in natura con vestiti e derratte alimentari.